La I.M.C. nasce dall'esperienza di oltre 40 anni nel campo della prefabbricazione leggera.
Nel 1974-75, dopo una lunga esperienza nel settore dell'edilizia e dei manufatti in cemento, il Sig.Mario Marinelli ed il fratello il Sig. Luigi Marinelli, fondano ad Ancona, la "Artigiana Manufatti", ditta a carattere artigianale, ma gia' con attrezzature all'avanguardia per i tempi, che si occupava prevalentemente della produzione di, tubi, pavimentazioni, riquadrature, e di tutti quegli articoli di decorazione architettonica che si possono definire di prefabbricazione leggera,siano essi stati per interno o per esterno,in gesso o cemento.

Nel 1991 Fausto Marinelli, figlio di Mario Marinelli, consapevole della grande esperienza acquisita negli anni dal padre, affascinato dalle potenzialita' di nuove tecniche di lavorazione, di nuovi prodotti da sperimentare e di nuovi mercati da scoprire,insieme ad un amico di lunga data, Stefano Schiavoni, anche lui con una grande esperienza alle spalle, che spaziava dalla realizzazione di modelli, allo stampaggio,ai materiali sintetici,alla nautica come all'elettronica, fondono sinergicamente le proprie esperienze accettando la sfida del proseguimento e miglioramento di quello che era lo stato dell'arte del settore e fondano, la I.M.C., Italian Modern Compound, con l'obbiettivo di produrre complementi d'arredo sia per interni che per esterni, in gesso e cemento.
Fino al 1994-95 le due realta', la " Artigiana Manufatti " e la " I.M.C." hanno convissuto,per poi lasciare il posto alla emergente e matura I.M.C., che, sempre ricettiva nei confonti di nuovi input e sempre pronta a nuove sfide, attenta all'evoluzione ed alla sperimentazione della chimica applicata al settore, produce una grande quantita' e varieta' di articoli, spaziando dall'interior design, all'arredo urbano,dagli elementi di decorazione architettonica alle gomme e resine per l'arredamento e l'edilizia.
La competenza, la sperimentazione, la voglia di fare sempre meglio e la flessibilita' garantita da una struttura comunque artigianale, hanno portato la I.M.C. ha divenire un punto di riferimento nel settore per quanto riguarda la qualita', l'affidabilita' e l'innovazione; sempre dinamici ed aperti a nuovi stimoli per fornire un servizio competente ed in costante miglioramento, a tutti i tecnici del settore come al singolo privato, nel rispetto della cultura edilizia storica ma sempre attenti alle evoluzioni dei materiali, delle esigenze, delle mode.
Questa e' la I.M.C..

Oggi:

Attualmente la I.M.C. e' formata da un organico di 8 operatori, compresi i titolari, occupa una superfice di circa 1000 mq coperti e 4000 mq esterni nella sede storica principale di Ancona, mentre e' in cantiere l'apertura di un nuovo laboratorio produttivo di circa 3000 mq totali, delocalizzato lungo la costa, per la produzione dedicata di elementi prefabbricati in GRC.
 

 


 
 
     
 

COMPOUND è un termine anglosassone (pronun­cia `kàm:paùnd) dai molteplici significati. Di deri­vazione francese "compondre" (arrangiare) e lati­na "com + ponere" (mettere, piazzare in posizio­ne)...

In qualità di verbo il suo primo significato è quel­lo di mettere insieme elementi, ingredienti o parti a formare un intero; in senso scientifico, ad esem­pio, sta per: combinare insie­me forza e velocità sinergica­mente al fine di ottenere un singolo risultato. Magia delle lingue, compound può altresì voler dire accordarsi: "... nessun tentativo di concilia­zione con Dio, offrendo la promessa di una condotta morale in cambio del perdo­no." (C.S. Forester)

In qualità di sostantivo è il risultato di componenti che sono parole loro stesse (tipo: millepiedi). Nell' accezione cui qui si fa riferimento, infi­ne, si tratta di un impasto "...a volte impropriamente '' detto malta, a consistenza pastosa, di una sostanza agglomerante o legante con un inerte finemente diviso (sabbia) e acqua, usato per scopi diversi e in particolare per legare tra loro gli ele­menti delle murature e ripar­tire gli sforzi che essi mutua­mente si trasmettono." (Les. Univ. Ital., G. Treccani, vol. XII, pag. 641)

... Dalle malte di gesso,   le malte aeree più antiche, impiegate dagli egiziani all’ interno della piramide di Cheope, passando per le malte di calce (le più diffuse,

il cui impiego risale al 4° sec. a. C.), o per le malte di calce idraulica, usate fin dai tempi dell' antica Roma, fino alle malte cementizie, resistenti all’ acqua (ciò che non sono la calce ed il gesso) ...I' ingegno umano si è costantemente applicato nel migliorare questo procedimento del legare varie sostanze, ottenendo via via paste, malte,graniglie, conglomerati e calcestruzzi sempre più pre­stazionali, affidabili, belli.

L' introduzione del secondo termine MODERN nell' acronimo I.M.C. prosegue quindi questo viaggio nel tempo ...dal gesto ancestrale di unire acqua e terra a formare fango fino ad oggi - la fine del secondo mil­lennio dall'avvento di Cristo - l'uomo ripete, reinter­pretandoli costantemente, gli stessi gesti sapienti, il cui significato si perde nella notte dei tempi. La sab­bia, ad esempio: che sia ben pulita, priva di sostan­ze organiche e terrose, che non provenga da rocce gesso­se, o decomposte. E l'Acqua? insieme ad Aria, Terra e Fuoco  fu considerata da Empedocle uno dei quattro elementi costitutivi. Oggi, certo, la selezione dei componenti avviene su basi diverse, la tecnologia sopperisce il maggior distacco creatosi tra I' uomo e la natura. Ma qui, con il risvolto dello stivale che lambisce ad arco I' Europa e tacco e punta così ben piantati in que­sta culla di civiltà che è il Mediterraneo, continua a sopravvivere un tipico ITALIAN way of being. In cui il mestiere si trasmette di generazione in generazione, e dove il figlio, nel ripetere l'azione imparata da piccolo e quasi trasmessagli geneti­camente dal padre, riflette mentre fa. E poi migliora.

I.M.C.: ITALIAN MODERN COMPOUND è questo. E' il saper fare. Ma non solo.

E' il desiderio, innato e sano, di superare il padre. Di pro­seguire una azione che è ini­ziata prima di noi e conti­nuerà dopo di noi. E' un respiro lungo. Mediterraneo. Che riempie di allegria. E a volte inebria. Fa venir voglia di socializzare, di parlare e di incontrarsi. Di incontrarsi e di scontrasi con giovani designers, di stimolarsi a vicenda, di sperimentare e di sperimentarsi in sfide che, pur piccole, sollecitino il prodursi di oggetti che - certo si spera - migliorino il nostro transito su questa terra. La nostra vita.

Così è Italian Modern Compound, con un occhio al passato ed uno al futuro.

Ed i piedi per terra.


 
 
 
 
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